Home Comunicati CPO Venezia Consulenti del lavoro di Venezia: “Il mercato del lavoro non è in crisi ma in trasformazione, serve responsabilità condivisa”
Comunicati CPO VeneziaNews

Consulenti del lavoro di Venezia: “Il mercato del lavoro non è in crisi ma in trasformazione, serve responsabilità condivisa”

“Il mercato del lavoro non è in crisi. È in trasformazione. E questa trasformazione richiede una responsabilità condivisa: delle imprese, che devono innovare i modelli organizzativi; delle istituzioni, che devono sostenere politiche demografiche e formative; dei professionisti del lavoro, che devono accompagnare il cambiamento con competenza e visione”. E’ quanto emerge dall’analisi dell’Ordine dei consulenti del lavoro di Venezia per la provincia di Venezia, sulla base dei dati dell’Osservatorio regionale Mercato del Lavoro di Veneto Lavoro. “Non possiamo limitarci a dire che l’occupazione cresce – prosegue Scalabrin -. La domanda vera è se il sistema sarà in grado di sostenere questa crescita nei prossimi anni. Perché i segnali che arrivano dal territorio ci dicono che la struttura del mercato del lavoro sta cambiando più velocemente della sua forza lavoro”.  

Scarica qui l’analisi IL MERCATO DEL LAVORO TRA ATTUALITÀ E PROSPETTIVE – VENETO E PROVINCIA DI VENEZIA

I DATI

In provincia di Venezia: 

• al netto delle perdite causate dalla «grande crisi» e della flessione nel periodo pandemico, a fine 2025 si contano circa 51mila posizioni di lavoro dipendente in più rispetto alla fine del 2008 (+4.100 nel 2025); 

• buona parte della crescita occupazionale è concentrata nel terziario; 

• nell’industria in senso stretto, nonostante il recupero dell’ultimo decennio, il bilancio è: ancora negativo.

Dal 2015, La crescita occupazionale è trainata dalle nuove posizioni di lavoro a tempo indeterminato; anche se  resta elevata (e si intensifica) una domanda di lavoro temporaneo, a carattere stagionale, nel comparto dei servizi (specie quelli turistici).

Altri dati in pillole  di rilievo in provincia di Venezia:

• rispetto al 1 gennaio 2011: -34.157 residenti in età lavorativa (nonostante l’apporto dei cittadini stranieri); tra gli italiani, dal 2002, -96.245 (con le acquisizioni di cittadinanza);

• sul totale della popolazione, il peso dei residenti 15-64 anni è passato dal 69% del 2002 al 62% del 2025 (e 2026).

• rispetto al 1 gennaio 2012: -23.260 residenti 0-14 anni; tra gli italiani (dal 2011) -24.712 

• sul totale della popolazione, il peso dei residenti 0-14 anni è sceso sotto l’11%.

• Nel 2024, secondo i dati Istat-Rfl, circa 41,6 mila occupati under 30 in provincia di Venezia, pari all’11% di tutti gli occupati (73,6mila under 35, il 20% del totale).

• al 1 gennaio 2025, 89.812 residenti con cittadinanza straniera pari all’11% del totale; 69.170 in età lavorativa pari al 13% del totale.

• rispetto al 1 gennaio 2002: +69 mila residenti over 64 anni (in crescita anche tra gli stranieri);

• sul totale della popolazione, il peso dei residenti over 64 anni raggiunge il 27%.

• nel 2025, 168 mila donne occupate (circa 136 mila nel 2004);

• il tasso di occupazione femminile (15-64 anni) nel 2025 è pari al 63,2% (nel 2024 era sotto il 50%).

• il differenziale tra il tasso di occupazione maschile e quello femminile (15-64 anni) è di

14 punti percentuali nel 2025;

• in diminuzione, è in linea con quello regionale, tuttavia a livelli ancora elevati.

• sulla base delle previsioni della popolazione (scenario mediano), i residenti 15-64 anni sono destinati a diminuire nei prossimi anni;

• tra 10 anni si stimano circa 50mila residenti 15-64 anni in meno rispetto ad oggi.

IL COMMENTO

Il paradosso è evidente: un mercato che offre opportunità, ma che fatica a trovare persone disponibili e competenti per coglierle. “Le imprese cercano personale, ma il bacino si restringe. I giovani sono più istruiti, ma entrano nel lavoro con aspettative diverse. I lavoratori maturi restano più a lungo attivi, ma non bastano a compensare la perdita delle coorti più giovani. Le analisi demografiche mostrano che Venezia ha già perso decine di migliaia di residenti in età lavorativa negli ultimi anni, e che nei prossimi dieci potrebbe perdere fino a 50.000 potenziali lavoratori. Non è un dato statistico. È un campanello d’allarme che riguarda la tenuta del sistema produttivo. Se mancano le persone, mancano anche le competenze, la capacità di innovare, la possibilità stessa di crescere”.

Il presidente insiste su un punto spesso sottovalutato: la demografia non è un fenomeno neutro, ma una variabile economica decisiva. Venezia ha oggi una popolazione sempre più anziana, mentre la fascia 15-64 anni si riduce. Questo riequilibrio modifica la struttura del mercato del lavoro e impone nuove strategie. “La demografia è la vera sfida del territorio – sottolinea Scalabrin -. Non possiamo pensare di rispondere al mismatch solo con la formazione o con gli incentivi alle assunzioni. Se la popolazione in età attiva diminuisce, diminuisce anche la capacità del territorio di produrre valore. È un tema che riguarda tutti: imprese, istituzioni, professionisti”.

L’area veneziana continua a distinguersi per la forte stagionalità, soprattutto nei servizi turistici. “È una caratteristica identitaria, che sostiene l’occupazione ma che rende difficile stabilizzare i lavoratori e trattenere competenze – prosegue Scalabrin -. La stagionalità è parte della nostra economia, ma oggi rischia di diventare un limite. Se un territorio vive di stagionalità, deve essere ancora più forte nella capacità di attrarre e trattenere lavoratori. Oggi, invece, la mobilità è elevata e la retention è una sfida aperta”.

Il terziario cresce, l’industria invece non riesce a recuperare tornare ai livelli pre-crisi, anche se il lavoro a tempo indeterminato aumenta. Ma la domanda di lavoro temporaneo resta strutturale. “È un equilibrio che funziona solo se la disponibilità di lavoratori è sufficiente.

Oggi non lo è più – aggiunge il presidente dei Consulenti del Lavoro veneziani -. Il Veneto ha una forza lavoro più istruita, più femminile, più internazionale. I laureati sono più del doppio rispetto a vent’anni fa, le donne veneziane hanno raggiunto livelli di partecipazione mai registrati prima, e gli stranieri rappresentano una componente stabile e indispensabile del mercato del lavoro.

Ma ciò che cambia davvero è l’approccio al lavoro. “Le nuove generazioni non cercano solo un impiego – osserva Scalabrin -. Cercano un contesto, un equilibrio, una prospettiva. Non accettano modelli organizzativi rigidi e non rimangono in aziende che non investono su di loro. È un cambio di paradigma che le imprese devono comprendere e integrare, se vogliono restare competitive”.

L’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Venezia interpreta questi dati non come una fotografia, ma come una direzione. Il mercato del lavoro Veneziano e Veneto è in transizione, e la sfida non è gestire l’oggi, ma preparare il domani. “La vera domanda – conclude Scalabrin – è se Venezia e il Veneto sapranno attrarre, trattenere e valorizzare le persone che servono per continuare a crescere. È su questo che si gioca il futuro del territorio.  E noi, come Consulenti del Lavoro, siamo pronti a fare la nostra parte”.

Articoli correlati

Comunicati CPO Venezia

Progetto Logo – Consulenti del Lavoro

Grazie a tutti gli iscritti che hanno contribuito a realizzare questo progetto....

Comunicati CPO VeneziaRassegna stampa

Consigliatura 2023-2026: il video racconto dei momenti più significativi

In occasione dell’Assemblea Annuale svoltasi questa mattina, 1° luglio 2026, abbiamo ripercorso...

In evidenzaNews

III° edizione Truck Tour – “Il lavoro viaggia con noi! I Consulenti del Lavoro per l’orientamento, la legalità e la sicurezza”

INCONTRO DI ORIENTAMENTO COSTRUISCI IL TUO DOMANI: SCEGLI CON CONSAPEVOLEZZA 27 APRILE...

Ordine dei Consulenti del Lavoro di Venezia – C.F. 90018350273 – Via della montagnola n. 33 Mestre (Ve)
segreteria@consulentidellavoro.venezia.itordine.venezia@consulentidellavoropec.it
Tel: 041/978305 – Fax: 041/0996567

Privacy & Cookies